
My photography
Un incontro di idee, di punti di vista differenti sul mondo e di emozioni condivise, con un denominatore comune: l'amore per la fotografia. Perché la fotografia, in fondo, è fatta di questo: di idee, di punti di vista e di emozioni. E di questi ingredienti si serve per raccontare storie mai uguali a se stesse, un'immagine dopo l'altra; parla di gesti, di sguardi, di lacrime e sorrisi, o semplicemente di momenti, di istanti che non si ripeteranno più in quelle stesse condizioni, di tutto ciò che - come dice Willy Ronis - «ogni volta, lì, davanti ai miei tre occhi [...] al di là di tutto, ho deciso di salvare dall'oblio».
Non amo le definizioni, né i ruoli. Ma amo i sentimenti. E cerco di restituirli in maniera genuina.
Non cerco la posa forzata, la costruzione della scena, la ripetizione ossessiva di un gesto finché questo non viene bene; no, a me piace fermare l'emozione della vita reale nel momento e nel modo esatto in cui sta avvenendo, un'emozione che è spesso sfuggente, istantanea e per questo ancora più entusiasmante da immortalare: lo stesso sguardo, una frazione di secondo dopo, non sarà più uguale a se stesso, così come una risata forzata non avrà mai la stessa bellezza di una spontanea. Per questo motivo le mie fotografie sono rapide, ma sempre vere e genuine, fatte della stessa imperfezione di cui è fatta la vita.
Fateci caso, molto spesso, le immagini a cui più siamo legati non sono quelle più spettacolari o scenografiche, ma quelle capaci di trasmetterci in un attimo la stessa sensazione del giorno in cui sono state scattate; nel riguardarci in una foto non dobbiamo ricordare un fotografo che ci indica in che modo sorridere o da che parte voltare la testa, ma il motivo per cui stavamo sorridendo e guardando in quella direzione, che farà nascere lo stesso sorriso anche ad anni di distanza.